PORCA VACCA David Duchovny | Recensione

giovedì 7 luglio 2016

PORCA VACCA David Duchovny | Recensione


Titolo: Porca vacca ("Holy Cow")
Autore: David Duchovny
Editore: Bombiani
Pagine: 195
Prezzo: €17,00
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Trama
Elsie Bovary è una mucca ed è felice di esserlo: passa lunghe, sonnolente giornate a mangiare, dormire e chiacchierare con la sua migliore amica Mallory. Una sera le due mucche guardano oltre il loro pascolo: mentre Mallory non fa che flirtare con i tori del vicinato, Elsie resta affascinata dalla fattoria. Attraverso la finestra vede la famiglia del fattore raccolta intorno a una luminosa Scatola-dio, che sta parlando di una cosa chiamata "allevamenti intensivi": ed ecco che il mondo di Elsie viene scosso fino alle fondamenta. C'è un unica soluzione: scappare verso un luogo migliore, più sicuro.

"Then I realize that all humans must have a Box God in their own rooms, because the flickering lights started emanating from windows in bedrooms all over the house. What a strange god that instead of bringing people together, divides them"

La mia opinione
Ho scoperto questo romanzo pochi giorni fa ed ero curiosissima perché l'autore interpreta Fox Mulder nella mia serie del cuore: X-Files. Inoltre la trama mi sembrava particolarmente intrigante e originale nonché divertente. Elsie è una protagonista veramente fuori dal comune. Una mucca ingenua attraverso cui l'autore mette in evidenza le criticità della nostra società. Elsie, guardando nella casa dei contadini, nota come tutti paiono rapiti dalla televisione e non a caso pensa che sia una specie di divinità. Le persone sono talmente prese dalla scatola che si dimenticano di comunicare fra loro e, quando non si trovano d'accordo su cosa guardare, si dividono ognuno nella propria stanza con una nuova tv pronta ad attenderli. Altro grande tema che viene trattato sempre in maniera ironica è quello dello sfruttamento degli animali e delle condizioni in cui vivono negli allevamenti intensivi per fornirci la carne. E' proprio dopo aver visto una sorta di documentario al riguardo che Elsie comprende lo scopo della fattoria e decide di andarsene in un luogo in cui le mucche sono considerate sacre. Assieme a lei si aggiungeranno altri animali sempre per lo stesso motivo ed è da qui in poi che comincia l'avventura. Da subito si capisce che il libro è stato scritto in maniera ironica, per divertire e fare satira, ma spesso ho trovato un po' troppo forzate le battute e, di conseguenza, non divertenti. Per questo la lettura in alcuni punti mi è sembrata un po' noiosa. 

"Can we not go through that country called Hungary? It sounds like a nightmare to all of us. Just the name makes me shiver: Hungary. And all the scary, hungry Hungaryarians that live there"

La prima parte della storia che vede per protagonista assoluta Elsie mi è piaciuta molto più della seconda parte perché abbiamo occasione di conoscere bene il personaggio, capire chi è e come vede il mondo. Mi sarebbe piaciuto sapere di più sulla vita degli animali nella fattoria per capire meglio il loro disagio e la loro voglia di andarsene. Gli altri personaggi della storia li ho trovati invece più piatti, meno caratterizzati e, quando si dava spazio a loro, Elsie scompariva completamente, diventando solo la voce narrante e non un personaggio attivo della storia. Anche la storia in se non mi ha convinta perché troppo irreale e inverosimile. Al di là degli animali parlanti, non mi hanno convinto gli umani a cui si fa spesso riferimento e che vengono criticati ma che non interagiscono quasi mai con gli animali. Sono come delle amebe che non si accorgono nemmeno di una mucca sull'aeroplano! Sono completamente passivi agli avvenimenti. Forse avevo troppe aspettative per questo libro e non sono riuscita a cogliere la storia e l'ironia con la dovuta leggerezza. A parte questo, è un libro che si legge piacevolmente in poco tempo, ricco di momenti assurdi, scene inverosimili, riferimenti agli anni 70'-80' e illustrazioni semplici e simpatiche. Nonostante il tono ironico dell'autore, non mancano momenti un po' più profondi, quasi toccanti, e una morale finale che fa riflettere. Ve lo consiglio se siete alla ricerca di una lettura da spiaggia leggera, simpatica, ironica ma che parla anche di argomenti importanti che riguardano soprattutto gli animali.


"There is something in man that loves a wall, but what wall menders and fence builders do not get is that when they fence something out, they are also fencing themselves in. Not one but two prisons are made by one wall"

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