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ABSENCE il gioco dei quattro | Recensione

giovedì 8 giugno 2017

Absence, il gioco dei quattro. Chiara Panzuti
Editore: Fazi Editore
Pagine: 336
Prezzo: €15,00
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Trama
Faith, Jared, Scott e Christabel vengono resi invisibili e cancellati dalla memoria dei loro cari da una persona ignota che li coinvolge in un oscuro gioco. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.

«Lo schermo è così freddo. Le foto vere mi intristiscono, e non sempre aiutano i ricordi. La gente ne è dipendente ormai, ma secondo me è solo un modo come un altro per non guardare davvero.»


«Abbiamo così tante distrazioni nella vita. Abbiamo amici, lavoro, appuntamenti. Televisione, cellulari, computer. E video, immagini, impulsi sonori. Sei parte del tutto, sei parte... ci sei. Questo ti dicono, creando centinaia di cordoni ombelicali che ti fanno sentire presente, costantemente impegnato, senza spazio per i pensieri. E poi, in un lampo, sei solo. Nessuno conosce i tuoi problemi, nessuno ti conosce davvero, e vorresti strappare tutti quei bellissimi fiori.»

La mia opinione
Mi aspettavo una lettura avventurosa, fantastica e un po' cupa e sono rimasta molto sorpresa dal trovare anche un messaggio attuale molto importante. L'invisibilità non viene infatti intesa solo come l'incapacità di vedere il proprio corpo e di non essere visti fisicamente dagli altri; si parla di quella invisibilità di cui siamo tutti vittima in maniera più o meno diretta. In un mondo ormai carico e sovraffollato è sempre più difficile vedere, sempre più difficile capire quali siano le cose veramente importanti, chi si è al di là di internet e dei social. Un tema fortissima soprattutto per i giovani che mi ha colpita e fatta riflettere veramente tanto. Spesso poi nei libri e fumetti l'invisibilità è vista come un superpotere mentre qua è un handicap e qualcosa di terribile perché le persone coinvolte non lo hanno scelto. Così come non hanno scelto di partecipare a un macabro gioco assieme ad altri ragazzi che sapranno essere molto spietati. Questa cosa mi ha ricordato un po' Hunger Games e sono curiosissima di leggere i seguiti (questo infatti è il primo volume di una trilogia) per capire meglio cosa si nasconde dietro tutto questo. Sono anche curiosa di conoscere meglio gli altri protagonisti della storia che in questo primo volume si vedono e non si vedono, io almeno non sono riuscita a capirli e ad affezionarmi a loro, forse è solo questione di gusto mio personale. Faith è una ragazza forte molto legata alla sua famiglia ma è anche una persona fragile come lo sarebbe chiunque in una situazione del genere. Ho apprezzato che non restasse "immobile", che non si disperasse troppo ma che si desse una mossa per capire come tornare alla sua condizione originaria. Ultimo ma non ultimo, mi è piaciuto anche il tema del viaggio, sia fisico che inteso come percorso alla ricerca di se stessi. In particolare ho apprezzato che si viaggiasse in paesi non troppo famosi e a me in parte sconosciuti perché mi ha messo curiosità e permesso di conoscere qualcosa in più. In generale è stata quindi una lettura avventurosa, fantastica e molto piacevole. La dimostrazione che i fantasy e gli young adult non sono sempre letture leggere e frivole. Se state cercando un fantasy che parta da tematiche attuali penso proprio che questo titolo non vi deluderà. Potete scaricare le prime pagine qui e vedere il book trailer qua.

«Jared aveva ragione, alla gente non importava del mondo attorno. C'era una ricerca maniacale della routine quotidiana, il bisogno spasmodico di accendere il cellulare, controllare i messaggi, fumare la sigaretta tanto attesa.»

Doni 💭🌸
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